In occasione della Giornata della Donna, il Sole 24 Ore dedica un intero dossier ai temi della parità di genere e al ruolo delle donne nel tessuto sociale ed economico italiano:
I numeri della disparità di genere – Il Sole 24 ORE (clicca il link per vedere il dossier completo)
L’8 marzo non è solo una ricorrenza, ma un momento di bilancio su un obiettivo che le analisi odierne definiscono tanto “fragile” quanto “strategico”: la parità di genere come volano per il PIL e la crescita del Paese.
Nonostante i passi avanti normativi, il quadro che emerge dalle ultime analisi è quello di un’Italia a due velocità: se da un lato la parità è riconosciuta come un investimento economico fondamentale — capace di generare un incremento del PIL tra l’11% e il 12% qualora l’occupazione femminile raggiungesse i livelli di quella maschile —, dall’altro persistono barriere strutturali e culturali che frenano il talento delle donne.
Il peso del “lavoro invisibile” e il soffitto di cristallo
Le testimonianze e i dati evidenziano come la carriera delle donne sia ancora un percorso a ostacoli. La maternità e il carico di cura, stimato per il 70% ancora sulle spalle femminili, continuano a rallentare le progressioni professionali. A questo si aggiunge un divario salariale che vede le donne guadagnare mediamente tra il 20% e il 25% in meno rispetto ai colleghi uomini.
Il soffitto di cristallo resta difficile da infrangere: sebbene le quote di genere abbiano portato le donne al 40% nei Consigli di Amministrazione, solo il 6% delle società quotate vanta oggi un’amministratrice delegata.
Stereotipi: un retaggio duro a morire
Le analisi sottolineano come il freno non sia solo organizzativo, ma profondamente culturale. Secondo i dati Istat, circa il 20% degli italiani nutre ancora pregiudizi sulla leadership femminile o sulla divisione dei ruoli domestici. Dato ancora più allarmante è quello che riguarda le nuove generazioni: quattro adolescenti su dieci ritengono che spetti ancora all’uomo il compito di mantenere la famiglia.
Le leve del cambiamento: leggi e servizi
Negli ultimi anni l’Italia ha introdotto strumenti importanti:
- la certificazione di genere (L. 162/2021) per monitorare l’equilibrio aziendale;
- la valutazione d’impatto di genere (L. 167/2025) per ogni nuova normativa;
- la Legge UNI-PDR 180/2026, che inserisce indicatori di genere nella programmazione economica e sociale della Pubblica Amministrazione.
Tuttavia, gli esperti concordano: senza un potenziamento dei servizi (asili nido, assistenza anziani) e una reale condivisione familiare dei congedi, le leggi da sole non basteranno a colmare un tasso di occupazione femminile che in Italia ristagna al 53,3%, contro una media europea del 70,8%.
In definitiva, il dossier del Sole 24 Ore evidenzia come la parità di genere non possa più essere relegata a una semplice questione di “quote” o di equità sociale. Come sottolineano Monica D’Ascenzo e Chiara Di Cristofaro, il contributo femminile rappresenta un cambio di paradigma necessario per il sistema Paese. Le donne, infatti, “esprimono una leadership inclusiva, trasparente e orientata al lungo periodo, combinando competenze operative e capacità di controllo con visione strategica”. La loro presenza nei processi decisionali e nel mercato del lavoro dimostra concretamente che “la parità di genere non è solo un principio etico, ma un volano imprescindibile per la crescita economica e sociale dell’Italia”. Investire sul talento femminile significa, dunque, investire sulla resilienza e sul futuro dell’intera collettività.
Fonti: Il Sole 24 Ore






